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Esempio

Normativa

 

ITER AUTORIZZATIVO

La realizzazione di una piscina è un insieme di opere e forniture soggetta ad autorizzazione da parte del Comune in cui si effettua.  L’insieme di atti da compiere per giungere all’autorizzazione si differenzia in funzione della tipologia di piscina che può essere per uso privato ovvero per uso pubblico. 

- PROCEDURA PER PISCINE AD USO PRIVATO

Il percorso autorizzativo prevede quanto segue: 

  • Presentazione DIA (Dichiarazione di inizio attivitĂ ) ovvero SCIA (Segnalazione certificata di inizio attivitĂ ) in funzione del regolamento Comunale. In caso si effettuino contestualmente altre opere soggette a rilascio di PdC (Permesso di Costruire) la realizzazione della piscina può essere inserita nella stessa richiesta di PdC
  • Attesa rilascio autorizzazione o 30 giorni per acquisizione “Silenzio assenso” da parte del Comune
  •  Conferimento incarico a Ditte qualificate con personale inquadrato ed in possesso delle certificazioni e della formazione in materia tecnica e di igiene e sicurezza sul lavoro
  • Realizzazione della Piscina  

- PROCEDURA PER PISCINE AD USO PUBBLICO

Il percorso autorizzativo prevede quanto segue:

  • Presentazione DIA (Dichiarazione di inizio attivitĂ ) ovvero SCIA (Segnalazione certificata di inizio attivitĂ ) in funzione del regolamento Comunale. In caso si effettuino contestualmente altre opere soggette a rilascio di PdC (Permesso di Costruire) la realizzazione della piscina può essere inserita nella stessa richiesta di PDC
  • Attesa rilascio autorizzazione o 30 giorni per acquisizione “Silenzio assenso” da parte del Comune -    Acquisizione parere preventivo CONI se si vogliono realizzare strutture con accesso ai fondi del Credito Sportivo e /o se si vogliono ospitare gare o sedute di allenamento per competizioni riconosciute dal Coni
  • Acquisizione parere preventivo dell’ASL (Azienda Sanitaria Locale)
  • Acquisizione parere preventivo dell’AutoritĂ  di bacino per l’autorizzazione allo scarico in fogna
  • Acquisizione parere preventivo dei Vigili del Fuoco ove necessario in funzione dell’utenza prevista e della tipologia di Struttura da realizzare
  • Acquisizione parere preventivo della Commissione di Vigilanza Comunale e/o Provinciale se la Struttura prevede la presenza di spalti per pubblico
  • Conferimento incarico a Ditte qualificate con personale inquadrato ed in possesso delle certificazioni e della formazione in materia tecnica e di igiene e sicurezza sul lavoro.
  • Realizzazione della Struttura
  • Collaudo delle Opere
  • Acquisizione parere positivo definitivo di tutti gli Enti e gli Organismi di Vigilanza interessati
  • Accatastamento della Struttura
  • Acquisizione AgibilitĂ  Struttura rilasciata dal Comune

Ti invitiamo a contattarci per discutere insieme del progetto della Tua Piscina  o della Struttura da realizzare. Discuteremo insieme per individuare le migliori soluzioni tecniche e impiantistiche in conformità alla normativa di Legge e alle disposizioni sul risparmio energetico.

NORMATIVA UNI 10637

La UNI 10637 è una norma tecnica che fissa i requisiti i requisiti degli impianti di circolazione, trattamento, disinfezione e qualità dell’acqua di piscina.

Di seguito riassumiamo alcune delle disposizioni principali della UNI 10637, per ulteriori dettagli

Ti invitiamo a contattarci per discutere insieme del progetto della Tua Piscina o della Struttura da realizzare. La prima importante classificazione della UNI 10637 differenzia le piscine in funzione del loro utilizzo finale.

In particolare i tipi di vasca previsti sono i seguenti:

tipo A: piscine di proprietà pubblica o privata, aperte al pubblico o ad un’utenza identificabile, con o senza pagamento di biglietto d’ingresso.

In base alla destinazione si suddividono nelle seguenti categorie:

tipo A1: piscine pubbliche, quali per esempio le piscine comunali,

tipo A2: piscine ad uso collettivo: sono quelle inserite in strutture già adibite, in via principale, ad altre attività ricettive (per esempio alberghi, camping, complessi ricettivi, agriturismi e simili) nonché quelle al servizio di collettività (per esempio scuole, collegi, caserme, palestre e simili) accessibili ai soli ospiti, clienti, soci o utenti della struttura stessa,

tipo A3: piscine finalizzate al gioco acquatico;

tipo B: piscine condominiali 1) destinate esclusivamente agli abitanti del condominio ed ai loro ospiti, con esclusione delle piscine al servizio di edifici abitativi sino a quattro condomini;

tipo C: piscine ad usi riabilitativi e curativi, collocate all’interno di una struttura di cura o di riabilitazione;

tipo D: piscine al servizio di edifici abitativi mono-, bi-, tri- e quadrifamiliari. 

La norma definisce anche i casi in cui è possibile utilizzare il sistema con Skimmers e le situazioni in cui è obbligatorio utilizzare il Bordo Sfioratore.

L’impiego di impianti di filtrazione tipo Skimmer è consentito solamente nei seguenti casi:

  • Vasche di tipo A2 aventi superficie ≤ 100 mq con almeno uno skimmer ogni 20 mq;
  • Vasche di tipo B aventi superficie ≤ 150 mq, con almeno uno skimmer ogni 25 mq;
  • Vasche di tipo D di qualsiasi superficie

L’impiego di impianti di filtrazione con Bordo sfioratore è sempre consentito. In ogni caso il Bordo Sfioratore deve avere la seguente estensione:

  • Vasche rettangolari, almeno sui lati lunghi;
  • Vasche a forma libera, almeno il 60% del perimetro esterno della vasca.

La norma definisce anche i tempi di ricircolo in funzione della classificazione della vasca. Per conoscere maggiori dettagli non esitare contattarci, discuteremo insieme del tuo progetto e ti proporremo le migliori soluzioni in conformità alla normativa di Legge.

ACCORDO STATO REGIONI

Le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano

La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano in data 16 gennaio 2003 ha sancito l’Accordo sugli aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso natatorio, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 marzo 2003;

Il gruppo interregionale, nella riunione del 26 febbraio 2004, ha preliminarmente concordato di prevedere una disciplina interregionale sulle piscine articolata in due parti distinte.

1. La Prima Parte rappresenta la Disciplina comune che verrà recepita dalle Regioni (con legge regionale o con altro atto) per raccogliere e sviluppare in modo organico i principi enunciati dall’Accordo, ed in particolare:

  • la classificazione delle piscine
  • la definizione
  • le responsabilitĂ 
  • i controlli interni ed esterni
  • le sanzioni
  • i provvedimenti dell’autoritĂ 
  • le procedure autorizzative
  • i confini temporali per la fase transitoria

Sono questi gli aspetti piĂą rilevanti dal punto di vista giuridico e i limiti ritenuti essenziali per individuare in modo inequivocabile i vari livelli di responsabilitĂ .

2. La Seconda Parte riporta le Disposizioni Tecniche o Regolamenti per la definizione dei dettagli tecnici che, per quanto possano essere articolati e complessi, costituiscono sviluppo dei principi già definiti dalla legge (o comunque dall’atto di disciplina della materia). I regolamenti possono essere distinti secondo le diverse categorie di piscine per le quali sono prevedibili requisiti strutturali ed organizzativi diversi.

Per maggiori dettagli puoi scaricare il Testo integrale dell’Accordo Stato Regioni.

In ogni caso Ti invitiamo a contattarci per discutere insieme del progetto della Tua piscina o della Struttura da realizzare.

NORME C.O.N.I. PER L'IMPIANTISTICA SPORTIVA APPROVATE

Le presenti norme hanno lo scopo di individuare livelli minimi qualitativi e quantitativi da rispettare nella realizzazione di nuovi impianti sportivi, ovvero nella ristrutturazione di quelli esistenti, al fine di garantire idonei livelli di funzionalità, igiene, sicurezza, nonché quale metro di riferimento per la verifica della qualità degli impianti sportivi realizzati. Per ristrutturazione si intende ogni variazione distributiva o funzionale fatta eccezione degli interventi di manutenzione ordinaria di cui all’art. 31 della Legge 457/1978.

Sono soggetti alle presenti norme tutti gli impianti sportivi, intendendo con tale termine i luoghi opportunamente conformati ed attrezzati per la pratica di discipline sportive regolamentate dalle Federazioni Sportive Nazionali e dalle Discipline Sportive Associate, nel seguito indicate come FSN e DSA, ai vari livelli, anche internazionali, previsti dalle FSN e DSA medesime; in particolare si distinguono:

a) impianti sportivi agonistici, in cui possono svolgersi attivitĂ  ufficiali (agonistiche) delle FSN e DSA;

b) impianti sportivi di esercizio, in cui possono svolgersi attivitĂ  regolamentate dalle FSN e DSA ma non destinate all'agonismo, ovvero tutte le attivitĂ  propedeutiche, formative o di mantenimento delle suddette discipline sportive.

Ti invitiamo a contattarci per discutere insieme del progetto della Tua Piscina  o della Struttura da realizzare. Discuteremo insieme per individuare le migliori soluzioni tecniche e impiantistiche in conformità alla normativa di Legge e alle disposizioni sul risparmio energetico.

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