Il debitore esecutato non può accedere al gratuito patrocinio: Trib. Verona 27/11/2019

Il debitore esecutato non può accedere al gratuito patrocinio: Trib. Verona 27/11/2019

Ciò che resta da verificare è se davvero nel nostro caso il creditore possa procurarsi una sentenza che accerti la qualità di erede del suo debitore, o - se si preferisce - il diritto in capo all’erede sul bene da pignorare, già del de cuius; sentenza che sia trascrivibile a carico del de cuius e a favore dell’erede. Solo così, infatti, sarà possibile assicurare la continuità delle trascrizioni. Sarà allora il giudice dell’esecuzione, che ex artwork. 484 c.p.c. ha il potere di condurre nel migliore dei modi il processo a quella che è la realizzazione della tutela giurisdizionale in capo al creditore procedente, a dare termine al creditore per ovviare alla discontinuità delle trascrizioni provvedendo lui a trascrivere il titolo d’acquisto mortis causa a favore dell’esecutato ed assicurando così quella continuità che mancava. Limitarsi a ritenere applicabile il - solo - primo comma dell’artwork.

 

Tale conclusione si giustificherebbe, ad avviso del giudice partenopeo, per il fatto che il pignoramento, pur determinando una limitazione dell’immobile, non fa venire meno il diritto dominicale del proprietario, il quale, pertanto, deve ritenersi unico responsabile, ex artwork. 2053 cc, per i danni cagionati a terzi a seguito della rovina del bene. Nella accennata prospettiva ermeneutica, “l’attività del custode deve intendersi limitata agli atti di ordinaria amministrazione e di gestione passiva degli immobili staggiti, di cui è tipica manifestazione l’accantonamento di eventuali frutti ai fini del soddisfacimento della pretesa azionata in via esecutiva”.

PIGNORAMENTO DIRETTO ART. 72 BIS DPR 602/seventy three: inammissibile ricorso ex artwork. seven-hundred cpc per ottenere lo “sblocco” del conto corrente


Il legislatore è consapevole di questa situazione è ha deciso di fornire al terzo pignorato una voce da spendere nel processo esecutivo, infatti, il terzo ha la possibilità di fare una dichiarazione con la quale quantifica o disconosce l'esistenza del suo debito verso il debitore esecutato, come, in alcune ipotesi, ha anche la possibilità di adire ai rimedi dell'opposizione all'esecuzione. Da quanto detto risulta evidente che il terzo pignorato (inquanto terzo) è estraneo al procedimento esecutivo intrapreso dal creditore contro il debitore e si trova coinvolto in detto pignoramtno solo perché è a sua volta debitore del debitore pignorato. I debitori poi perdono il possesso del bene solo con la vendita coattiva, ma fino ad allora potrebbe espandersi pienamente il contenuto del diritto di proprietà a loro spettante, saldando i creditori; prima della vendita coattiva possono essere privati del diritto di goderne solo con apposito provvedimento del giudice del'esecuzione che disponga ex art. 560 c.p.c. la liberazione della cosa pignorata.
Se, poi, l’istanza esecutiva ha ad oggetto una parte del credito (si pensi, advert esempio, alle osservazioni al progetto di riparto) è in relazione a quest’importo che va parametrata la liquidazione degli onorari, perché è solo questo il bene della vita coinvolto dalla interlocuzione tra la parte, il Giudice delle Esecuzione e le altre parti del processo. Anche in questo caso, tuttavia, l’ammissione al gratuito patrocinio non può che essere subordinata ad un preventivo vaglio dell’Ordine degli Avvocati in relazione alla necessità di proporre osservazioni al progetto di distribuzione e, eventualmente, in assenza di accordo, di sollevare una controversia distributiva. Deve conclusivamente essere revocata l’ammissione della parte esecutata al patrocinio a spese dello Stato in through anticipata e provvisoria perché il provvedimento del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Verona ha avuto ad oggetto la procedura esecutiva immobiliare senza contenere alcun riferimento a singole istanze esecutive (o ad un’opposizione esecutiva) in relazione alla quale si sarebbe potuto e dovuto fare il controllo preventivo di non manifesta infondatezza della pretesa. L’esistenza di questo indirizzo della Suprema Corte rende, quindi, superata quella motivazione contenuta nei provvedimenti di revoca dell’ammissione in via anticipata al gratuito patrocinio basata sul presupposto che, potendo nell’esecuzione il debitore stare in giudizio personalmente, per ciò solo egli non può essere ammesso al gratuito patrocinio.
1, menziona come soggette a trascrizione le domande dirette all’accertamento della proprietà e di altri diritti reali di godimento su beni immobili regolando gli effetti della sentenza di accoglimento. E si indica come titolo che il creditore dovrebbe procurarsi una sentenza che accerti la qualità di erede del suo debitore. Rimane da valutare quale tutela accordare a questo punto al creditore che si sia visto dichiarare improcedibile il processo da lui instaurato perché non ha potuto assicurare la continuità delle trascrizioni in mancanza di un titolo idoneo alla trascrizione da cui risulti che il suo debitore/esecutato riveste la qualità di erede di chi appare dai registri immobiliari titolare del bene pignorato. In questo modo il processo esecutivo andrà avanti e consentirà al creditore la realizzazione della sua pretesa. E il creditore potrà trascrivere l’accettazione in base alla dichiarazione del chiamato all’eredità contenuta in un atto pubblico o in una scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente (comma 2 dell’art. 2648 c.c.).
  • Più in particolare, l'esercizio di questo potere, di natura discrezionale, implica l'assunzione da parte del Giudice dell'esecuzione di una serie di decisioni ulteriori, gravide di implicazioni per la persona del debitore e della sua famiglia, quali, nel primo caso l'indicazione di un termine per l'attuazione dell'ordine di liberazione advert opera del custode giudiziario, e nell'altro, al contrario, l'individuazione di eventuali condizioni cui subordinare il rilascio dell'autorizzazione ad abitare l'immobile.
  • Con la seconda opposizione, il debitore contesta gli aspetti procedurali e la violazione delle regole formali stabilite dal codice di procedura civile.
  • In presenza di tali circostanze, il corso dell’esecuzione può essere proseguito ed il bene pignorato può essere regolarmente venduto, sempre secondo le ordinarie modalità di vendita senza incanto o con incanto, con conseguente successivo pagamento del saldo prezzo ed emissione del decreto di trasferimento in favore dell’aggiudicatario.
  • non solo ai casi di dichiarazione contestata, ma anche a quelli in cui «a seguito della mancata dichiarazione del terzo non è possibile l'esatta identificazione del credito», a causa dell'incompleta allegazione del creditore.
  • L’unico rimedio riservato al terzo pignorato, a fronte dell’operare di un simile meccanismo, è costituito dall’opposizione all’ordinanza di assegnazione (che egli può proporre nel termine di 20 giorni, decorrenti - presumibilmente stante il silenzio del legislatore sul punto - dalla notifica del provvedimento da parte del creditore procedente); la concreta fruibilità di tale strumento, tuttavia, è condizionata alla prova, da parte del terzo, di non avere avuto tempestiva conoscenza della procedura esecutiva, per irregolarità della notificazione dei relativi atti o per caso fortuito o forza maggiore.

Durante la pendenza del processo esecutivo è frequente che possano verificarsi fenomeni successori che modificano la rappresentazione del rapporto debito-credito cristallizzato nel titolo esecutivo. Il creditore, naturalmente, potrà instaurare un nuovo processo esecutivo per ottenere la differenza, non conseguita nel primo. FABIANI, «Successione nel processo esecutivo e trascrizione del decreto di trasferimento», in Studi e materiali, 2005, 2, p. 394; G. PETRELLI, «Trascrizione degli acquisti mortis causa e espropriazione forzata immobiliare», in Notariato, 2003, p. 495. Si finirebbe in tal modo per porre in essere una pressione sul debitore inducendolo a tenere un comportamento che in fondo giova a lui oltre che al creditore procedente.

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Dunque, per rispondere alla domanda iniziale, che vuol dire cioè “debitore esecutato”, si deve dire che il debitore esecutato è colui che sta subendo un pignoramento o un’altra forma di esecuzione forzata. Il debitore esecutato è chi sta subendo un procedimento di esecuzione forzata come un pignoramento.

 

non solo ai casi di dichiarazione contestata, ma anche a quelli in cui «a seguito della mancata dichiarazione del terzo non è possibile l'esatta identificazione del credito», a causa dell'incompleta allegazione del creditore. Ha, inoltre, previsto che il giudice dell'esecuzione possa procedere all'accertamento incidentale solamente su istanza di parte e debba, comunque, garantire il rispetto del contraddittorio fra le parti e con il terzo. Nell'ipotesi in cui, invece, sul contenuto della dichiarazione sorgano contestazioni, le stesse vengono risolte dal giudice dell'esecuzione, compiuti i necessari accertamenti, con ordinanza pronunciata ai sensi dell'artwork. civ.; dunque senza alcuna necessità, neppure il questo caso, di introdurre un autonomo giudizio di accertamento.
debitore esecutato

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